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Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atletica
Meglio tardi che mai: con una misura migliore di 2 m, Antonietta Di Martino è bronzo nel salto in alto femminile, dietro solo a due fuoriclasse difficilmente arrivabili come la (bellissima) russa Chicherova e la croata Vlasic. E' la prima e probabilmente unica (ci sarebbe ancora Meucci nei 5000 maschili: è la medaglia di bronzo europea, peccato però che ai Mondiali ci siano di mezzo pure keniani ed etiopi...) medaglia azzurra ai Mondiali di Daegu, nella penultima giornata di gare: meglio tardi che mai...

...il "bello" è che abbiamo pure migliorato il risultato ottenuto due anni fa a Berlino, dove non vincemmo niente. :? La stessa Di Martino era stata l'unica medagliata (sempre bronzo) ai Mondiali precedenti, quelli del 2007 a Osaka: fotografia perfetta di un panorama, quello dell'atletica leggera italiana, assolutamente desolante, dove il forfait di Howe (che peraltro da due o tre anni a questa parte è decisamente fuori di melone) e il fallimento delle altre (poche) speranze di medaglia come Schwazer nella marcia o la La Mantia nel triplo bastano a decretare il fallimento completo della spedizione...

D'altronde, quando lo stesso presidente federale non sa neppure pronunciare il cognome di Howe (lo chiama Ove) e alla domanda "Faremo meglio di Berlino?" (ricordo: 0 medaglie) risponde "Forse, ma non è facile", cosa ti vuoi aspettare? :roll:
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
E' da mo' che l'atletica italiana vive di individualità e di miracolosi exploit.
I dirigenti son bravi a parlare... poi s'aggrappano puntualmente ai pochi poveracci provvisti d'un briciolo di talento per nascondere il deserto che c'è alla spalle.
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
Una situazione davvero oltre il limite del vergognoso.

Se però nelle altre discipline abbiamo sostanzialmente sempre vissuto di individualità, come Berruti, Mennea e la Simeoni, lo scandalo reale arriva dalle prove su strada (maratona e marcia), dove invece siamo sempre stati forti, fin dai tempi di Dorando Pietri: se non riusciamo più a produrre uno straccio di talento neppure in queste discipline, oltre a quello Schwazer che tuttavia mi sembra stia perdendo la capoccia al pari del già citato Howe, significa che non solo vanno azzerati i vertici federali (mi sembra il minimo, dopo i risultati ottenuti da Atene 2004 in poi), ma le stesse istituzioni a cominciare dal Coni devono investire qualche quattrino su uno sport che è sempre stato tra i più seguiti e praticati nel nostro Paese, e che semplicemente non può e non deve più versare in queste miserrime condizioni...

Per quanto cmq riguarda il resto, m'è piaciuta la reazione di Bolt (19"40) nei 200. Sempre nella stessa gara, davvero complimenti a Lemaitre, medaglia di bronzo e primo bianco a scendere sotto il muro dei 20".
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
non so perchè, ma leggendo il topic il primo nome che mi è venuto in mente è quello di Fabrizio Mori, che gareggiava nei 400 ostacoli. Lo ricordate?
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
Fantasportivo ha scritto:non so perchè, ma leggendo il topic il primo nome che mi è venuto in mente è quello di Fabrizio Mori, che gareggiava nei 400 ostacoli. Lo ricordate?


Sì, campione del Mondo a Siviglia nel '99, se non ricordo male: altro esempio di campione che viene occasionalmente fuori una volta ogni vent'anni, ma solo perché è un atleta al di sopra della media e non perché abbia alle spalle un movimento che lo aiuti a diventare tale...
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
Nightwish1982 ha scritto:Meglio tardi che mai: con una misura migliore di 2 m, Antonietta Di Martino è bronzo nel salto in alto femminile, dietro solo a due fuoriclasse difficilmente arrivabili come la (bellissima) russa Chicherova e la croata Vlasic. E' la prima e probabilmente unica (ci sarebbe ancora Meucci nei 5000 maschili: è la medaglia di bronzo europea, peccato però che ai Mondiali ci siano di mezzo pure keniani ed etiopi...) medaglia azzurra ai Mondiali di Daegu, nella penultima giornata di gare: meglio tardi che mai...

...il "bello" è che abbiamo pure migliorato il risultato ottenuto due anni fa a Berlino, dove non vincemmo niente. :? La stessa Di Martino era stata l'unica medagliata (sempre bronzo) ai Mondiali precedenti, quelli del 2007 a Osaka: fotografia perfetta di un panorama, quello dell'atletica leggera italiana, assolutamente desolante, dove il forfait di Howe (che peraltro da due o tre anni a questa parte è decisamente fuori di melone) e il fallimento delle altre (poche) speranze di medaglia come Schwazer nella marcia o la La Mantia nel triplo bastano a decretare il fallimento completo della spedizione...

D'altronde, quando lo stesso presidente federale non sa neppure pronunciare il cognome di Howe (lo chiama Ove) e alla domanda "Faremo meglio di Berlino?" (ricordo: 0 medaglie) risponde "Forse, ma non è facile", cosa ti vuoi aspettare? :roll:

Panorama desolante. Il bello è che non abbiamo giovani che provano l'atletica nè molte prospettive per chi pratica questo sport.

Se in Italia sei veloce, non corri la 100 ma fai il terzino a calcio...se sei forte fisicamente non lanci pesi nè dischi, ma ti chiudi in palestra ad alzare bilancieri.

Devo ammettere che sono sempre stato affascinato dalle gare di velocità come la 100 e la 200 ed ad essere sincero al primo anno di liceo (ormai 7 anni fa), un giorno in cui ci portarono ad uno stadio con una pista d'atletica non mi ricordo perchè, mi feci cronometrare sulla 100 e sulla 200 dai miei amici perchè ero molto veloce. Vidi i tempi, e mentre la 100 l'avevo corsa da schifo (diciamo che i problemi di Lemaitre in partenza con me si moltiplicano per 1228392192330), sulla 200 il mio tempo non era molto lontano da quelli delle batterie del campionato italiano. Avevo 13 anni e pensai che con un pò di allenamento si poteva ancora migliorare, se avessi provato a fare atletica....e in due secondi mi accorsi che non sapevo nemmeno a chi rivolgermi per praticare questo sport, se non sui marciapiedi :lol: . Dieci minuti e l'idea era tramontata...perchè? Perchè in Italia è uno sport diffuso davvero TROPPO poco. Penso che molti altri, un infinità di volte migliori di me, non siano riusciti a sfruttare il loro potenziale...ed ecco spiegata la carenza di atleti italiani.
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
Pepp' ha scritto:
Nightwish1982 ha scritto:Meglio tardi che mai: con una misura migliore di 2 m, Antonietta Di Martino è bronzo nel salto in alto femminile, dietro solo a due fuoriclasse difficilmente arrivabili come la (bellissima) russa Chicherova e la croata Vlasic. E' la prima e probabilmente unica (ci sarebbe ancora Meucci nei 5000 maschili: è la medaglia di bronzo europea, peccato però che ai Mondiali ci siano di mezzo pure keniani ed etiopi...) medaglia azzurra ai Mondiali di Daegu, nella penultima giornata di gare: meglio tardi che mai...

...il "bello" è che abbiamo pure migliorato il risultato ottenuto due anni fa a Berlino, dove non vincemmo niente. :? La stessa Di Martino era stata l'unica medagliata (sempre bronzo) ai Mondiali precedenti, quelli del 2007 a Osaka: fotografia perfetta di un panorama, quello dell'atletica leggera italiana, assolutamente desolante, dove il forfait di Howe (che peraltro da due o tre anni a questa parte è decisamente fuori di melone) e il fallimento delle altre (poche) speranze di medaglia come Schwazer nella marcia o la La Mantia nel triplo bastano a decretare il fallimento completo della spedizione...

D'altronde, quando lo stesso presidente federale non sa neppure pronunciare il cognome di Howe (lo chiama Ove) e alla domanda "Faremo meglio di Berlino?" (ricordo: 0 medaglie) risponde "Forse, ma non è facile", cosa ti vuoi aspettare? :roll:

Panorama desolante. Il bello è che non abbiamo giovani che provano l'atletica nè molte prospettive per chi pratica questo sport.

Se in Italia sei veloce, non corri la 100 ma fai il terzino a calcio...se sei forte fisicamente non lanci pesi nè dischi, ma ti chiudi in palestra ad alzare bilancieri.

Devo ammettere che sono sempre stato affascinato dalle gare di velocità come la 100 e la 200 ed ad essere sincero al primo anno di liceo (ormai 7 anni fa), un giorno in cui ci portarono ad uno stadio con una pista d'atletica non mi ricordo perchè, mi feci cronometrare sulla 100 e sulla 200 dai miei amici perchè ero molto veloce. Vidi i tempi, e mentre la 100 l'avevo corsa da schifo (diciamo che i problemi di Lemaitre in partenza con me si moltiplicano per 1228392192330), sulla 200 il mio tempo non era molto lontano da quelli delle batterie del campionato italiano. Avevo 13 anni e pensai che con un pò di allenamento si poteva ancora migliorare, se avessi provato a fare atletica....e in due secondi mi accorsi che non sapevo nemmeno a chi rivolgermi per praticare questo sport, se non sui marciapiedi :lol: . Dieci minuti e l'idea era tramontata...perchè? Perchè in Italia è uno sport diffuso davvero TROPPO poco. Penso che molti altri, un infinità di volte migliori di me, non siano riusciti a sfruttare il loro potenziale...ed ecco spiegata la carenza di atleti italiani.


Secondo me il poco interesse del pubblico è diretta conseguenza degli scarsi investimenti di chi di dovere, Coni in primis, sui cosiddetti "sport minori". Non ci sono strutture, non ci sono allenatori nostrani, non c'è niente.

Sarebbe bastato trovare un talento (c'era pure, prima che si bruciasse: Howe) mediaticamente spendibile, sarebbe bastato investire sulla sua immagine (non intendo certo facendogli fare la pubblicità del Kinder Bueno) e creare un "personaggio" capace di attirare gente allo stadio anche quando magari non era nelle condizioni di vincere. Sarebbe infine bastato investire un altro po' per creare un centro federale coi cosiddetti, capace di accogliere e crescere giovani interessati alla disciplina da tutta Italia, come hanno già un po' in tutti i Paesi che a livello di atletica contino qualcosa.

Sarebbe bastata solo un po' di autopromozione, in definitiva. E invece nulla, si è lasciato che Howe si autodistruggesse e che dozzine di giovani interessati alla disciplina si rivolgessero "ai marciapiedi", come dici tu, anziché a centri e e tecnici qualificati. Ma non è sfiga, ripeto. E' mancanza d'investimenti...
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Re: Antonietta Di Martino salva la faccia della nostra atlet
panorama desolante
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