In relazione alla inchiesta sulla fornitura dell'acciaio, il pm ha acquisito la documentazione relativa all'impianto. Il club bianconero non è comunque indagato ma solo parte lesa. Perquisizioni in Veneto, Piemonte e Friuli. Dalla Prefettura arriva l'ok per l'agibilità
di TIMOTHY ORMEZZANO
Reato di crollo colposo Ma lo stadio è agibile
Giocatori bianconeri festeggiano nel loro stadio
TORINO - Il nuovo stadio della Juventus è sotto indagine. Questa mattina, nella sede bianconera di corso Galileo Ferraris a Torino, la procura ha acquisito della documentazione relativa alla costruzione dello Juventus Stadium, il nuovo impianto di proprietà della società che non è chiamata in causa come indagata, ma come parte lesa. Sarebbe stato proprio il club bianconero a presentare la denuncia.
L'attività nel nuovo stadio comunque proseguirà. La decisione è stata presa al termine di un vertice in Prefettura durante il quale è stata confermata la solidità strutturale dello stadio. Al vertice hanno partecipato il presidente della Juve, Andrea Agnelli, il sindaco di Torino, Piero Fassino, e il prefetto, Alberto Di Pace. L'ufficializzata dal Comune di Torino che, in una nota, afferma che "le partite programmate allo stadio avranno regolare svolgimento. A scopo cautelativo il Comune manterrà in ogni caso un'attività di monitoraggio fino al termine dell'inchiesta della magistratura". Il Comune ha inoltre reso noto che il sindaco Piero Fassino "è stato informato formalmente questa mattina dell'avvio da parte della Procura della Repubblica di Torino di un'inchiesta relativa alla qualità statica dello stadio della Juventus".
La società bianconera - ha reso noto il Comune - ha dichiarato "di essere assolutamente certa della solidità statica dell'impianto sportivo, e a richiesta del Comune di Torino, ha fornito
documentazione certificata sulla sicurezza strutturale dello stadio e sulla realizzazione degli interventi integrativi prescritti in sede di collaudo".
IL COMUNICATO DELLA JUVE - Juventus Football Club prende atto della comunicazione del Sindaco Piero Fassino e conferma di essere informata di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino nella quale la società è parte lesa. La Juventus ribadisce la propria certezza sull’assoluta sicurezza strutturale dello stadio, ne ha fornito documentazione, ed è fiduciosa che tale circostanza emergerà anche dall’inchiesta della magistratura. Nel confermare il regolare svolgimento delle partite programmate, Juventus Football Club ringrazia il Prefetto e il Sindaco per l’efficace e tempestiva collaborazione odierna.
L'inchiesta condotta dal pm Gabriella Viglione riguarda la fornitura di acciaio non conforme alle norme. La principale ipotesi di reato, per ora solo teorica, formulata dalla Procura di Torino, è quella di "delitto colposo di danno" in relazione al "crollo di costruzioni", cui vanno aggiunti il falso ideologico e la frode in commercio.
Gli indagati sono tre. Si tratta di tecnici che si sono occupati a vario titolo della costruzione del complesso.
Un avviso di garanzia è stato consegnato a Giovanni Quirico, un dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Torino, e agli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta. Il primo, secondo quanto si è appreso, è chiamato in causa come collaudatore, i secondi come direttori dei lavori.
Su mandato della procura torinese, la polizia giudiziaria sta facendo quattro perquisizioni in provincia di Torino, una in provincia di Padova e una in provincia di Udine, in locali di professionisti e imprese che hanno lavorato per la realizzazione dell'impianto nato sulle ceneri del vecchio Delle Alpi.
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