Fuoriclasse Fantacalcistico
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Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 anni
Dal 2008-09 a oggi, in Serie A, c'è stato un forte calo di tessere, mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69%. Gli stadi italiani sono inadeguati: con quello nuovo la Juve fa +125% di ricavi

Telecamere in campo, meno abbonati.
Nel 1960, proprio sulla Gazzetta, l'ex presidente della Federcalcio Ottorino Barassi scriveva: "Questo sport può essere messo in pericolo dalla più straordinaria realizzazione moderna: la televisione". La Cassandra non è stata ascoltata, il calcio italiano si è venduto anima e corpo ai broadcaster. No, non ha chiuso bottega, anzi si è arricchito diventando un business da 6 miliardi di euro, indotto compreso. Ma quei timori avevano una ragion d'essere. Parlano i numeri: dal 2008-09 a oggi, in Serie A, gli abbonamenti allo stadio sono calati del 20,4% (da 354.659 a 282.233) mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69% (e per ragioni di uniformità abbiamo dovuto escludere Mediaset Premium, che l'Auditel ha rilevato solo a partire dal gennaio 2010).


FUGA DAGLI STADI — Terminata la sbornia di Italia '90, che ci ha lasciato soltanto cattedrali nel deserto, lo stadio è diventato sempre più virtuale. Certo, non è colpa solo delle tv - o meglio delle pay tv, quelle che mostrano le partite di campionato in diretta - se la percentuale di riempimento dei nostri impianti è nettamente la più bassa a livello europeo: 61% contro il 69 della Francia, il 73 della Spagna, l'88 della Germania e il 92 dell'Inghilterra. Ma vuoi mettere la comodità del salotto di casa rispetto all'obsolescenza degli stadi di Serie A, che hanno un'età media di 69 anni? Così, ormai da un bel po', stiamo assistendo a due fenomeni correlati, l'uno inversamente proporzionale all'altro. I botteghini dei club ristagnano, ma più che i biglietti giornalieri sono in calo gli abbonamenti stagionali. Al contrario, l'audience televisiva del campionato continua a registrare stratosferici incrementi. E Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. La deduzione è la seguente: quando il tifoso medio decide se abbonarsi allo stadio o acquistare il pacchetto calcio alla tv, sceglie sempre più spesso la seconda opzione. L'ultima giornata di campionato, mettendo assieme gli ascolti di Sky e Mediaset Premium, ha sfondato per la prima volta nella storia il muro dei 10 milioni di telespettatori, con 3 milioni incollati davanti a Inter-Napoli e oltre 4 per Juventus-Milan.


L'ESEMPIO JUVE — "La verità - spiega Marco Brunelli, direttore generale della Lega di A - è che da molti anni c'è uno zoccolo duro che non cresce: in Serie A si viaggia attorno ai 23 mila spettatori in media a gara. L'esperienza partita in tv è pazzesca: alta definizione, 3D, interviste, telecamere negli spogliatoi. Ogni anno la tv reinventa quest'esperienza, allo stadio invece è sempre uguale, anzi è diventata più scomoda. All'estero puntano molto sull'atmosfera unica dell'evento dal vivo. Basta vedere, da noi, cosa sta succedendo con la Juventus: il nuovo stadio ha generato entusiasmo e ridestato l'orgoglio dei tifosi. Speriamo che altri club seguano quest'esempio". Aspettando la legge sugli stadi come una manna dal cielo, bisognerà inventarsi qualcosa prima, senza accontentarsi della rendita offerta da mamma tv. I colossi di Murdoch e Berlusconi hanno appena firmato con la Lega i nuovi contratti che porteranno nel triennio 2012-15 ben 2,5 miliardi di euro. Qualche società lungimirante li reinvestirà mai in infrastrutture?

CHI SALE CHI SCENDE — Proprio la Juventus vanta l'incremento maggiore di abbonamenti, dai 14.290 della passata stagione agli attuali 24.137, con un +125% alla voce ricavi netti. Sorride pure la Lazio: da 12.868 a 20.220. Il Milan ha chiuso in lieve calo, attestandosi sui 30 mila, mentre l'Inter sconta il paragone con l'effetto triplete del 2010-11, anche se la campagna abbonamenti chiude il 21. Le prestazioni sportive fanno da volano: il Napoli da Champions ha segnato una crescita del 31%, il neopromosso Novara ha triplicato le adesioni, il Cesena ha segnato il record (12.114 abbonati), l'Udinese ha staccato oltre 2 mila abbonamenti in più di un anno fa. Non deve stupire il passo del gambero dell'Atalanta, visto che il boom in B era stato favorito da prezzi stracciati. Capita poi che le iniziative promozionali non paghino se la piazza è recalcitrante: la Fiorentina tocca il picco negativo (13.024) dell'era Della Valle nonostante gli sconti per le famiglie e per chi portava nuovi abbonati. E la tessera del tifoso? I contraccolpi erano stati già assorbiti l'estate scorsa. Quando le società la trasformeranno in un vero strumento di fidelizzazione, forse sarà troppo tardi.

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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
James Tont ha scritto:Dal 2008-09 a oggi, in Serie A, c'è stato un forte calo di tessere, mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69%. Gli stadi italiani sono inadeguati: con quello nuovo la Juve fa +125% di ricavi

Telecamere in campo, meno abbonati.
Nel 1960, proprio sulla Gazzetta, l'ex presidente della Federcalcio Ottorino Barassi scriveva: "Questo sport può essere messo in pericolo dalla più straordinaria realizzazione moderna: la televisione". La Cassandra non è stata ascoltata, il calcio italiano si è venduto anima e corpo ai broadcaster. No, non ha chiuso bottega, anzi si è arricchito diventando un business da 6 miliardi di euro, indotto compreso. Ma quei timori avevano una ragion d'essere. Parlano i numeri: dal 2008-09 a oggi, in Serie A, gli abbonamenti allo stadio sono calati del 20,4% (da 354.659 a 282.233) mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69% (e per ragioni di uniformità abbiamo dovuto escludere Mediaset Premium, che l'Auditel ha rilevato solo a partire dal gennaio 2010).


FUGA DAGLI STADI — Terminata la sbornia di Italia '90, che ci ha lasciato soltanto cattedrali nel deserto, lo stadio è diventato sempre più virtuale. Certo, non è colpa solo delle tv - o meglio delle pay tv, quelle che mostrano le partite di campionato in diretta - se la percentuale di riempimento dei nostri impianti è nettamente la più bassa a livello europeo: 61% contro il 69 della Francia, il 73 della Spagna, l'88 della Germania e il 92 dell'Inghilterra. Ma vuoi mettere la comodità del salotto di casa rispetto all'obsolescenza degli stadi di Serie A, che hanno un'età media di 69 anni? Così, ormai da un bel po', stiamo assistendo a due fenomeni correlati, l'uno inversamente proporzionale all'altro. I botteghini dei club ristagnano, ma più che i biglietti giornalieri sono in calo gli abbonamenti stagionali. Al contrario, l'audience televisiva del campionato continua a registrare stratosferici incrementi. E Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. La deduzione è la seguente: quando il tifoso medio decide se abbonarsi allo stadio o acquistare il pacchetto calcio alla tv, sceglie sempre più spesso la seconda opzione. L'ultima giornata di campionato, mettendo assieme gli ascolti di Sky e Mediaset Premium, ha sfondato per la prima volta nella storia il muro dei 10 milioni di telespettatori, con 3 milioni incollati davanti a Inter-Napoli e oltre 4 per Juventus-Milan.


L'ESEMPIO JUVE — "La verità - spiega Marco Brunelli, direttore generale della Lega di A - è che da molti anni c'è uno zoccolo duro che non cresce: in Serie A si viaggia attorno ai 23 mila spettatori in media a gara. L'esperienza partita in tv è pazzesca: alta definizione, 3D, interviste, telecamere negli spogliatoi. Ogni anno la tv reinventa quest'esperienza, allo stadio invece è sempre uguale, anzi è diventata più scomoda. All'estero puntano molto sull'atmosfera unica dell'evento dal vivo. Basta vedere, da noi, cosa sta succedendo con la Juventus: il nuovo stadio ha generato entusiasmo e ridestato l'orgoglio dei tifosi. Speriamo che altri club seguano quest'esempio". Aspettando la legge sugli stadi come una manna dal cielo, bisognerà inventarsi qualcosa prima, senza accontentarsi della rendita offerta da mamma tv. I colossi di Murdoch e Berlusconi hanno appena firmato con la Lega i nuovi contratti che porteranno nel triennio 2012-15 ben 2,5 miliardi di euro. Qualche società lungimirante li reinvestirà mai in infrastrutture?

CHI SALE CHI SCENDE — Proprio la Juventus vanta l'incremento maggiore di abbonamenti, dai 14.290 della passata stagione agli attuali 24.137, con un +125% alla voce ricavi netti. Sorride pure la Lazio: da 12.868 a 20.220. Il Milan ha chiuso in lieve calo, attestandosi sui 30 mila, mentre l'Inter sconta il paragone con l'effetto triplete del 2010-11, anche se la campagna abbonamenti chiude il 21. Le prestazioni sportive fanno da volano: il Napoli da Champions ha segnato una crescita del 31%, il neopromosso Novara ha triplicato le adesioni, il Cesena ha segnato il record (12.114 abbonati), l'Udinese ha staccato oltre 2 mila abbonamenti in più di un anno fa. Non deve stupire il passo del gambero dell'Atalanta, visto che il boom in B era stato favorito da prezzi stracciati. Capita poi che le iniziative promozionali non paghino se la piazza è recalcitrante: la Fiorentina tocca il picco negativo (13.024) dell'era Della Valle nonostante gli sconti per le famiglie e per chi portava nuovi abbonati. E la tessera del tifoso? I contraccolpi erano stati già assorbiti l'estate scorsa. Quando le società la trasformeranno in un vero strumento di fidelizzazione, forse sarà troppo tardi.

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La juve è passata da 14000 a 24000 abbonati quest'anno. Eh già, proprio colpa della tv se la gente ha abbandonato gli stadi...
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
blakecomedian ha scritto:
James Tont ha scritto:Dal 2008-09 a oggi, in Serie A, c'è stato un forte calo di tessere, mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69%. Gli stadi italiani sono inadeguati: con quello nuovo la Juve fa +125% di ricavi

Telecamere in campo, meno abbonati.
Nel 1960, proprio sulla Gazzetta, l'ex presidente della Federcalcio Ottorino Barassi scriveva: "Questo sport può essere messo in pericolo dalla più straordinaria realizzazione moderna: la televisione". La Cassandra non è stata ascoltata, il calcio italiano si è venduto anima e corpo ai broadcaster. No, non ha chiuso bottega, anzi si è arricchito diventando un business da 6 miliardi di euro, indotto compreso. Ma quei timori avevano una ragion d'essere. Parlano i numeri: dal 2008-09 a oggi, in Serie A, gli abbonamenti allo stadio sono calati del 20,4% (da 354.659 a 282.233) mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69% (e per ragioni di uniformità abbiamo dovuto escludere Mediaset Premium, che l'Auditel ha rilevato solo a partire dal gennaio 2010).


FUGA DAGLI STADI — Terminata la sbornia di Italia '90, che ci ha lasciato soltanto cattedrali nel deserto, lo stadio è diventato sempre più virtuale. Certo, non è colpa solo delle tv - o meglio delle pay tv, quelle che mostrano le partite di campionato in diretta - se la percentuale di riempimento dei nostri impianti è nettamente la più bassa a livello europeo: 61% contro il 69 della Francia, il 73 della Spagna, l'88 della Germania e il 92 dell'Inghilterra. Ma vuoi mettere la comodità del salotto di casa rispetto all'obsolescenza degli stadi di Serie A, che hanno un'età media di 69 anni? Così, ormai da un bel po', stiamo assistendo a due fenomeni correlati, l'uno inversamente proporzionale all'altro. I botteghini dei club ristagnano, ma più che i biglietti giornalieri sono in calo gli abbonamenti stagionali. Al contrario, l'audience televisiva del campionato continua a registrare stratosferici incrementi. E Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. La deduzione è la seguente: quando il tifoso medio decide se abbonarsi allo stadio o acquistare il pacchetto calcio alla tv, sceglie sempre più spesso la seconda opzione. L'ultima giornata di campionato, mettendo assieme gli ascolti di Sky e Mediaset Premium, ha sfondato per la prima volta nella storia il muro dei 10 milioni di telespettatori, con 3 milioni incollati davanti a Inter-Napoli e oltre 4 per Juventus-Milan.


L'ESEMPIO JUVE — "La verità - spiega Marco Brunelli, direttore generale della Lega di A - è che da molti anni c'è uno zoccolo duro che non cresce: in Serie A si viaggia attorno ai 23 mila spettatori in media a gara. L'esperienza partita in tv è pazzesca: alta definizione, 3D, interviste, telecamere negli spogliatoi. Ogni anno la tv reinventa quest'esperienza, allo stadio invece è sempre uguale, anzi è diventata più scomoda. All'estero puntano molto sull'atmosfera unica dell'evento dal vivo. Basta vedere, da noi, cosa sta succedendo con la Juventus: il nuovo stadio ha generato entusiasmo e ridestato l'orgoglio dei tifosi. Speriamo che altri club seguano quest'esempio". Aspettando la legge sugli stadi come una manna dal cielo, bisognerà inventarsi qualcosa prima, senza accontentarsi della rendita offerta da mamma tv. I colossi di Murdoch e Berlusconi hanno appena firmato con la Lega i nuovi contratti che porteranno nel triennio 2012-15 ben 2,5 miliardi di euro. Qualche società lungimirante li reinvestirà mai in infrastrutture?

CHI SALE CHI SCENDE — Proprio la Juventus vanta l'incremento maggiore di abbonamenti, dai 14.290 della passata stagione agli attuali 24.137, con un +125% alla voce ricavi netti. Sorride pure la Lazio: da 12.868 a 20.220. Il Milan ha chiuso in lieve calo, attestandosi sui 30 mila, mentre l'Inter sconta il paragone con l'effetto triplete del 2010-11, anche se la campagna abbonamenti chiude il 21. Le prestazioni sportive fanno da volano: il Napoli da Champions ha segnato una crescita del 31%, il neopromosso Novara ha triplicato le adesioni, il Cesena ha segnato il record (12.114 abbonati), l'Udinese ha staccato oltre 2 mila abbonamenti in più di un anno fa. Non deve stupire il passo del gambero dell'Atalanta, visto che il boom in B era stato favorito da prezzi stracciati. Capita poi che le iniziative promozionali non paghino se la piazza è recalcitrante: la Fiorentina tocca il picco negativo (13.024) dell'era Della Valle nonostante gli sconti per le famiglie e per chi portava nuovi abbonati. E la tessera del tifoso? I contraccolpi erano stati già assorbiti l'estate scorsa. Quando le società la trasformeranno in un vero strumento di fidelizzazione, forse sarà troppo tardi.

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La juve è passata da 14000 a 24000 abbonati quest'anno. Eh già, proprio colpa della tv se la gente ha abbandonato gli stadi...


stadio nuovo,voglia di rivalsa dopo numerosi anni bui (serie b, settimi posti e varie). quest'anno finalmente avete una squadra compatta e potete riprendere un immagine che sembrava ormai del tutto compromessa... cosa vuoi di più? se non facevate aumento di abbonamenti voi non li doveva fare nessuno...
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
BigBangBoateng ha scritto:
blakecomedian ha scritto:
James Tont ha scritto:Dal 2008-09 a oggi, in Serie A, c'è stato un forte calo di tessere, mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69%. Gli stadi italiani sono inadeguati: con quello nuovo la Juve fa +125% di ricavi

Telecamere in campo, meno abbonati.
Nel 1960, proprio sulla Gazzetta, l'ex presidente della Federcalcio Ottorino Barassi scriveva: "Questo sport può essere messo in pericolo dalla più straordinaria realizzazione moderna: la televisione". La Cassandra non è stata ascoltata, il calcio italiano si è venduto anima e corpo ai broadcaster. No, non ha chiuso bottega, anzi si è arricchito diventando un business da 6 miliardi di euro, indotto compreso. Ma quei timori avevano una ragion d'essere. Parlano i numeri: dal 2008-09 a oggi, in Serie A, gli abbonamenti allo stadio sono calati del 20,4% (da 354.659 a 282.233) mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69% (e per ragioni di uniformità abbiamo dovuto escludere Mediaset Premium, che l'Auditel ha rilevato solo a partire dal gennaio 2010).


FUGA DAGLI STADI — Terminata la sbornia di Italia '90, che ci ha lasciato soltanto cattedrali nel deserto, lo stadio è diventato sempre più virtuale. Certo, non è colpa solo delle tv - o meglio delle pay tv, quelle che mostrano le partite di campionato in diretta - se la percentuale di riempimento dei nostri impianti è nettamente la più bassa a livello europeo: 61% contro il 69 della Francia, il 73 della Spagna, l'88 della Germania e il 92 dell'Inghilterra. Ma vuoi mettere la comodità del salotto di casa rispetto all'obsolescenza degli stadi di Serie A, che hanno un'età media di 69 anni? Così, ormai da un bel po', stiamo assistendo a due fenomeni correlati, l'uno inversamente proporzionale all'altro. I botteghini dei club ristagnano, ma più che i biglietti giornalieri sono in calo gli abbonamenti stagionali. Al contrario, l'audience televisiva del campionato continua a registrare stratosferici incrementi. E Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. La deduzione è la seguente: quando il tifoso medio decide se abbonarsi allo stadio o acquistare il pacchetto calcio alla tv, sceglie sempre più spesso la seconda opzione. L'ultima giornata di campionato, mettendo assieme gli ascolti di Sky e Mediaset Premium, ha sfondato per la prima volta nella storia il muro dei 10 milioni di telespettatori, con 3 milioni incollati davanti a Inter-Napoli e oltre 4 per Juventus-Milan.


L'ESEMPIO JUVE — "La verità - spiega Marco Brunelli, direttore generale della Lega di A - è che da molti anni c'è uno zoccolo duro che non cresce: in Serie A si viaggia attorno ai 23 mila spettatori in media a gara. L'esperienza partita in tv è pazzesca: alta definizione, 3D, interviste, telecamere negli spogliatoi. Ogni anno la tv reinventa quest'esperienza, allo stadio invece è sempre uguale, anzi è diventata più scomoda. All'estero puntano molto sull'atmosfera unica dell'evento dal vivo. Basta vedere, da noi, cosa sta succedendo con la Juventus: il nuovo stadio ha generato entusiasmo e ridestato l'orgoglio dei tifosi. Speriamo che altri club seguano quest'esempio". Aspettando la legge sugli stadi come una manna dal cielo, bisognerà inventarsi qualcosa prima, senza accontentarsi della rendita offerta da mamma tv. I colossi di Murdoch e Berlusconi hanno appena firmato con la Lega i nuovi contratti che porteranno nel triennio 2012-15 ben 2,5 miliardi di euro. Qualche società lungimirante li reinvestirà mai in infrastrutture?

CHI SALE CHI SCENDE — Proprio la Juventus vanta l'incremento maggiore di abbonamenti, dai 14.290 della passata stagione agli attuali 24.137, con un +125% alla voce ricavi netti. Sorride pure la Lazio: da 12.868 a 20.220. Il Milan ha chiuso in lieve calo, attestandosi sui 30 mila, mentre l'Inter sconta il paragone con l'effetto triplete del 2010-11, anche se la campagna abbonamenti chiude il 21. Le prestazioni sportive fanno da volano: il Napoli da Champions ha segnato una crescita del 31%, il neopromosso Novara ha triplicato le adesioni, il Cesena ha segnato il record (12.114 abbonati), l'Udinese ha staccato oltre 2 mila abbonamenti in più di un anno fa. Non deve stupire il passo del gambero dell'Atalanta, visto che il boom in B era stato favorito da prezzi stracciati. Capita poi che le iniziative promozionali non paghino se la piazza è recalcitrante: la Fiorentina tocca il picco negativo (13.024) dell'era Della Valle nonostante gli sconti per le famiglie e per chi portava nuovi abbonati. E la tessera del tifoso? I contraccolpi erano stati già assorbiti l'estate scorsa. Quando le società la trasformeranno in un vero strumento di fidelizzazione, forse sarà troppo tardi.

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La juve è passata da 14000 a 24000 abbonati quest'anno. Eh già, proprio colpa della tv se la gente ha abbandonato gli stadi...


stadio nuovo,voglia di rivalsa dopo numerosi anni bui (serie b, settimi posti e varie). quest'anno finalmente avete una squadra compatta e potete riprendere un immagine che sembrava ormai del tutto compromessa... cosa vuoi di più? se non facevate aumento di abbonamenti voi non li doveva fare nessuno...



Avete? Voi? Amico non sono juventino. :eh? Né stavo difendendo i colori bianconeri.

Il mio commento era che il mondo calcio sta accusando il sistema sbagliato. Se il problema è la tv, perché Spagna, Inghilterra e Germania hanno gli stadi sempre stracolmi. Loro non hanno la tv?
Appena in Italia è comparso uno stadio decente gli abbonamenti sono raddoppiati e i ricavi aumentati del 120%. Qualcosa significherà, e di certo non che la gente diserta gli stadi per colpa della tv.
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
blakecomedian ha scritto:
BigBangBoateng ha scritto:
blakecomedian ha scritto:
James Tont ha scritto:Dal 2008-09 a oggi, in Serie A, c'è stato un forte calo di tessere, mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69%. Gli stadi italiani sono inadeguati: con quello nuovo la Juve fa +125% di ricavi

Telecamere in campo, meno abbonati.
Nel 1960, proprio sulla Gazzetta, l'ex presidente della Federcalcio Ottorino Barassi scriveva: "Questo sport può essere messo in pericolo dalla più straordinaria realizzazione moderna: la televisione". La Cassandra non è stata ascoltata, il calcio italiano si è venduto anima e corpo ai broadcaster. No, non ha chiuso bottega, anzi si è arricchito diventando un business da 6 miliardi di euro, indotto compreso. Ma quei timori avevano una ragion d'essere. Parlano i numeri: dal 2008-09 a oggi, in Serie A, gli abbonamenti allo stadio sono calati del 20,4% (da 354.659 a 282.233) mentre i telespettatori del calcio a pagamento sono aumentati del 69% (e per ragioni di uniformità abbiamo dovuto escludere Mediaset Premium, che l'Auditel ha rilevato solo a partire dal gennaio 2010).


FUGA DAGLI STADI — Terminata la sbornia di Italia '90, che ci ha lasciato soltanto cattedrali nel deserto, lo stadio è diventato sempre più virtuale. Certo, non è colpa solo delle tv - o meglio delle pay tv, quelle che mostrano le partite di campionato in diretta - se la percentuale di riempimento dei nostri impianti è nettamente la più bassa a livello europeo: 61% contro il 69 della Francia, il 73 della Spagna, l'88 della Germania e il 92 dell'Inghilterra. Ma vuoi mettere la comodità del salotto di casa rispetto all'obsolescenza degli stadi di Serie A, che hanno un'età media di 69 anni? Così, ormai da un bel po', stiamo assistendo a due fenomeni correlati, l'uno inversamente proporzionale all'altro. I botteghini dei club ristagnano, ma più che i biglietti giornalieri sono in calo gli abbonamenti stagionali. Al contrario, l'audience televisiva del campionato continua a registrare stratosferici incrementi. E Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. La deduzione è la seguente: quando il tifoso medio decide se abbonarsi allo stadio o acquistare il pacchetto calcio alla tv, sceglie sempre più spesso la seconda opzione. L'ultima giornata di campionato, mettendo assieme gli ascolti di Sky e Mediaset Premium, ha sfondato per la prima volta nella storia il muro dei 10 milioni di telespettatori, con 3 milioni incollati davanti a Inter-Napoli e oltre 4 per Juventus-Milan.


L'ESEMPIO JUVE — "La verità - spiega Marco Brunelli, direttore generale della Lega di A - è che da molti anni c'è uno zoccolo duro che non cresce: in Serie A si viaggia attorno ai 23 mila spettatori in media a gara. L'esperienza partita in tv è pazzesca: alta definizione, 3D, interviste, telecamere negli spogliatoi. Ogni anno la tv reinventa quest'esperienza, allo stadio invece è sempre uguale, anzi è diventata più scomoda. All'estero puntano molto sull'atmosfera unica dell'evento dal vivo. Basta vedere, da noi, cosa sta succedendo con la Juventus: il nuovo stadio ha generato entusiasmo e ridestato l'orgoglio dei tifosi. Speriamo che altri club seguano quest'esempio". Aspettando la legge sugli stadi come una manna dal cielo, bisognerà inventarsi qualcosa prima, senza accontentarsi della rendita offerta da mamma tv. I colossi di Murdoch e Berlusconi hanno appena firmato con la Lega i nuovi contratti che porteranno nel triennio 2012-15 ben 2,5 miliardi di euro. Qualche società lungimirante li reinvestirà mai in infrastrutture?

CHI SALE CHI SCENDE — Proprio la Juventus vanta l'incremento maggiore di abbonamenti, dai 14.290 della passata stagione agli attuali 24.137, con un +125% alla voce ricavi netti. Sorride pure la Lazio: da 12.868 a 20.220. Il Milan ha chiuso in lieve calo, attestandosi sui 30 mila, mentre l'Inter sconta il paragone con l'effetto triplete del 2010-11, anche se la campagna abbonamenti chiude il 21. Le prestazioni sportive fanno da volano: il Napoli da Champions ha segnato una crescita del 31%, il neopromosso Novara ha triplicato le adesioni, il Cesena ha segnato il record (12.114 abbonati), l'Udinese ha staccato oltre 2 mila abbonamenti in più di un anno fa. Non deve stupire il passo del gambero dell'Atalanta, visto che il boom in B era stato favorito da prezzi stracciati. Capita poi che le iniziative promozionali non paghino se la piazza è recalcitrante: la Fiorentina tocca il picco negativo (13.024) dell'era Della Valle nonostante gli sconti per le famiglie e per chi portava nuovi abbonati. E la tessera del tifoso? I contraccolpi erano stati già assorbiti l'estate scorsa. Quando le società la trasformeranno in un vero strumento di fidelizzazione, forse sarà troppo tardi.

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La juve è passata da 14000 a 24000 abbonati quest'anno. Eh già, proprio colpa della tv se la gente ha abbandonato gli stadi...


stadio nuovo,voglia di rivalsa dopo numerosi anni bui (serie b, settimi posti e varie). quest'anno finalmente avete una squadra compatta e potete riprendere un immagine che sembrava ormai del tutto compromessa... cosa vuoi di più? se non facevate aumento di abbonamenti voi non li doveva fare nessuno...



Avete? Voi? Amico non sono juventino. :eh? Né stavo difendendo i colori bianconeri.

Il mio commento era che il mondo calcio sta accusando il sistema sbagliato. Se il problema è la tv, perché Spagna, Inghilterra e Germania hanno gli stadi sempre stracolmi. Loro non hanno la tv?
Appena in Italia è comparso uno stadio decente gli abbonamenti sono raddoppiati e i ricavi aumentati del 120%. Qualcosa significherà, e di certo non che la gente diserta gli stadi per colpa della tv.

Ecco bravo..appunto!
Se tutte le società di calcio adottassero la politica adottata dalla juve ed investissero in stadi nuovi e all'avanguardia non ci sarebbero più cali degli abbonamenti...
Ciao SPARTANO <3
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
I biglietti costano, gli abbonamenti pure...

Gli stadi fanno spesso schifo, sono popolati da gente di dubbia fama, l'entrata e l'uscita dallo stadio sono un'avventura tutt'altro che piacevole...

È così strano che ci sia tanta gente che preferisce pagare 20€ al mese e guardare le partite comodamente sul divano con amici e parenti, magari pure in HD, piuttosto che spendere il doppio per passare una domenica di scomodità allo stadio?


Se/quando gli stadi e la loro popolazione saranno portati a livello europeo potremo tirare le somme... Ma come già detto, in Inghilterra non mi pare l'affluenza sia in calo, anzi...

La League Two non credo sia su Sky, eppure fa gli stessi spettatori della nostra Serie B...
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Pallone D'Oro
Pallone D'Oro
Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Odd_Grenland ha scritto:I biglietti costano, gli abbonamenti pure...

Gli stadi fanno spesso schifo, sono popolati da gente di dubbia fama, l'entrata e l'uscita dallo stadio sono un'avventura tutt'altro che piacevole...

È così strano che ci sia tanta gente che preferisce pagare 20€ al mese e guardare le partite comodamente sul divano con amici e parenti, magari pure in HD, piuttosto che spendere il doppio per passare una domenica di scomodità allo stadio?


Se/quando gli stadi e la loro popolazione saranno portati a livello europeo potremo tirare le somme... Ma come già detto, in Inghilterra non mi pare l'affluenza sia in calo, anzi...

La League Two non credo sia su Sky, eppure fa gli stessi spettatori della nostra Serie B...

Ma con League Two intendi Championship o proprio League Two?
Ciao SPARTANO <3
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Se ho scritto League Two intendo League Two... sennò avrei scritto nPower Championship ;)
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Odd_Grenland ha scritto:Se ho scritto League Two intendo League Two... sennò avrei scritto nPower Championship ;)

No sai a volte può capitare un errore...perciò ho chiesto...cioè in pratica facciamo pena! :D
Ciao SPARTANO <3
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Mah è più un problema culturale....

In Italia se non ricordo male qualcosa come 22 MILIONI di italiani tifano per Juve, Milan o Inter... a conti fatti quasi metà della popolazione "utile".
Realtà importanti come Napoli, Roma e Fiorentina stanno già sotto i 3 milioni, e il resto viaggia su cifre molto inferiori, quasi uno specchio della realtà regionale/provinciale/cittadina. (e nonostante ciò, gli stadi di provincia fuori dalla Serie A son spesso deserti)


Secondo gli unici dati che ho trovato finora, in Inghilterra la classifica (vecchiotta) era:

Manchester United 4,209,000
Liverpool 3,133,000
Arsenal 2,652,000
Chelsea 1,485,000
Tottenham 1,240,000
Newcastle 1,159,000

Consideriamo pure un bel po' di "gloryhunters" in più per Man Utd e Chelsea, ma anche aggiungendo mezzo milione di tifosi la classifica resta molto molto interessante...

Manca una "Juventus" che domina la scena, e il gap tra lo United, le inseguitrici e "il resto" non è così significativo...


Questo perché gli inglesi sono ancora legatissimi al concetto di "Squadra Locale", quindi difficilmente troverere tifosi dell'Arsenal a Liverpool o tifosi del Chelsea a Southampton...
Non per niente esiste sempre una polemica contro i tifosi "di plastica" che preferiscono star a casa a guardare le Big in tv anziché andare allo stadio cittadino a vedere la squadra locale che gioca in League Two o nella Blue Square.

Per l'inglese medio, anche giovane, è IMPENSABILE che tu, nato e cresciuto a Londra Nord possa tifare per lo United, fregandotene bellamente del derby e delle squadre locali.

E il concetto si applica dalla EPL fin giù alle categorie dei semi-pro...

Nel 2010-11 gli stadi di Serie B hanno avuto un'affluenza media pari al 30% della capienza
In League Two [l'equivalente inglese della nostra Lega Pro Seconda Divisione!) del 41.5%


Il Crewe Alexandra, 134 anni di gloriosa "inutilità", ha riempito il proprio stadio tanto quanto il "Grande" Torino... affluenza media del 40%... (e il Torino è stata la squadra con la seconda affluenza media più alta, la sesta in rapporto alla capienza dello stadio!)

In parte i dati sono sballati per l'eccessiva capacità degli stadi di provincia italiana, ma il problema è che se una squadra come il Grosseto non riesce ad attirare tifosi nemmeno in Serie B [e non stiamo parlando di un pubblico "di bocca buona" abituato ad altri traguardi] la situazione non è solo colpa delle tv o degli stadi grossi, brutti e scomodi.
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Odd_Grenland ha scritto:Mah è più un problema culturale....

In Italia se non ricordo male qualcosa come 22 MILIONI di italiani tifano per Juve, Milan o Inter... a conti fatti quasi metà della popolazione "utile".
Realtà importanti come Napoli, Roma e Fiorentina stanno già sotto i 3 milioni, e il resto viaggia su cifre molto inferiori, quasi uno specchio della realtà regionale/provinciale/cittadina. (e nonostante ciò, gli stadi di provincia fuori dalla Serie A son spesso deserti)


Secondo gli unici dati che ho trovato finora, in Inghilterra la classifica (vecchiotta) era:

Manchester United 4,209,000
Liverpool 3,133,000
Arsenal 2,652,000
Chelsea 1,485,000
Tottenham 1,240,000
Newcastle 1,159,000

Consideriamo pure un bel po' di "gloryhunters" in più per Man Utd e Chelsea, ma anche aggiungendo mezzo milione di tifosi la classifica resta molto molto interessante...

Manca una "Juventus" che domina la scena, e il gap tra lo United, le inseguitrici e "il resto" non è così significativo...


Questo perché gli inglesi sono ancora legatissimi al concetto di "Squadra Locale", quindi difficilmente troverere tifosi dell'Arsenal a Liverpool o tifosi del Chelsea a Southampton...
Non per niente esiste sempre una polemica contro i tifosi "di plastica" che preferiscono star a casa a guardare le Big in tv anziché andare allo stadio cittadino a vedere la squadra locale che gioca in League Two o nella Blue Square.

Per l'inglese medio, anche giovane, è IMPENSABILE che tu, nato e cresciuto a Londra Nord possa tifare per lo United, fregandotene bellamente del derby e delle squadre locali.

E il concetto si applica dalla EPL fin giù alle categorie dei semi-pro...

Nel 2010-11 gli stadi di Serie B hanno avuto un'affluenza media pari al 30% della capienza
In League Two [l'equivalente inglese della nostra Lega Pro Seconda Divisione!) del 41.5%


Il Crewe Alexandra, 134 anni di gloriosa "inutilità", ha riempito il proprio stadio tanto quanto il "Grande" Torino... affluenza media del 40%... (e il Torino è stata la squadra con la seconda affluenza media più alta, la sesta in rapporto alla capienza dello stadio!)

In parte i dati sono sballati per l'eccessiva capacità degli stadi di provincia italiana, ma il problema è che se una squadra come il Grosseto non riesce ad attirare tifosi nemmeno in Serie B [e non stiamo parlando di un pubblico "di bocca buona" abituato ad altri traguardi] la situazione non è solo colpa delle tv o degli stadi grossi, brutti e scomodi.



Ma in questo caso non starebbe alla società creare una rete commerciale e sociale per legare il tifo locale ai propri colori?
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
blakecomedian ha scritto:Ma in questo caso non starebbe alla società creare una rete commerciale e sociale per legare il tifo locale ai propri colori?



Non credo funzionerebbe perché le realtà locali non hanno né i mezzi economici né il "potere contrattuale" per fare una cosa del genere...

E oltretutto è una cosa che deve venire dal basso, "da dentro", non si può creare una specie di pubblicità virale per convincere i giovani di Lecco o di Alessandria a tifare per le loro squadre anziché per le Strisciate
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
Odd_Grenland ha scritto:
blakecomedian ha scritto:Ma in questo caso non starebbe alla società creare una rete commerciale e sociale per legare il tifo locale ai propri colori?



Non credo funzionerebbe perché le realtà locali non hanno né i mezzi economici né il "potere contrattuale" per fare una cosa del genere...

E oltretutto è una cosa che deve venire dal basso, "da dentro", non si può creare una specie di pubblicità virale per convincere i giovani di Lecco o di Alessandria a tifare per le loro squadre anziché per le Strisciate


Non sono d'accordo. In Italia manca una cultura sportiva. E' compito delle piccole realtà forgiarla. Senza voler volare troppo in alto, un sistema di scuole calcio radicate nel territorio creerebbero quel legame tra la città e le società Lecco o Alessandria. Uno stadio che diventa centro di aggregazione per la città, e una società impegnata a livello socio-culturale con la propria cittadinanza.
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
blakecomedian ha scritto:
Odd_Grenland ha scritto:
blakecomedian ha scritto:Ma in questo caso non starebbe alla società creare una rete commerciale e sociale per legare il tifo locale ai propri colori?



Non credo funzionerebbe perché le realtà locali non hanno né i mezzi economici né il "potere contrattuale" per fare una cosa del genere...

E oltretutto è una cosa che deve venire dal basso, "da dentro", non si può creare una specie di pubblicità virale per convincere i giovani di Lecco o di Alessandria a tifare per le loro squadre anziché per le Strisciate


Non sono d'accordo. In Italia manca una cultura sportiva. E' compito delle piccole realtà forgiarla. Senza voler volare troppo in alto, un sistema di scuole calcio radicate nel territorio creerebbero quel legame tra la città e le società Lecco o Alessandria. Uno stadio che diventa centro di aggregazione per la città, e una società impegnata a livello socio-culturale con la propria cittadinanza.

Secondo me invece è proprio un problema culturale della gente...agli italiani piace stare con chi vince (non solo nel campo dello sport) e quindi è molto più probabile che nell'età dei 5-6 anni si legano ad una tra inter-juve-milan per prendere in giro il compagno di classe piuttosto che tifare il Lecco o l'Alessandria per puro spirito di appartenenza...
Eintracht Emamelo:

Buffon
Alex Sandro-Koulibaly-Rodriguez-Cesar-Martella
Hamsik-Biglia-Strootman-Borja Valero-Verre-Veloso
Bacca-Belotti-Icardi-Borriello
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Re: Quando la tv mangia lo stadio Abbonamenti: -20% in 4 ann
paperinikP ha scritto:
blakecomedian ha scritto:
Odd_Grenland ha scritto:
blakecomedian ha scritto:Ma in questo caso non starebbe alla società creare una rete commerciale e sociale per legare il tifo locale ai propri colori?



Non credo funzionerebbe perché le realtà locali non hanno né i mezzi economici né il "potere contrattuale" per fare una cosa del genere...

E oltretutto è una cosa che deve venire dal basso, "da dentro", non si può creare una specie di pubblicità virale per convincere i giovani di Lecco o di Alessandria a tifare per le loro squadre anziché per le Strisciate


Non sono d'accordo. In Italia manca una cultura sportiva. E' compito delle piccole realtà forgiarla. Senza voler volare troppo in alto, un sistema di scuole calcio radicate nel territorio creerebbero quel legame tra la città e le società Lecco o Alessandria. Uno stadio che diventa centro di aggregazione per la città, e una società impegnata a livello socio-culturale con la propria cittadinanza.

Secondo me invece è proprio un problema culturale della gente...agli italiani piace stare con chi vince (non solo nel campo dello sport) e quindi è molto più probabile che nell'età dei 5-6 anni si legano ad una tra inter-juve-milan per prendere in giro il compagno di classe piuttosto che tifare il Lecco o l'Alessandria per puro spirito di appartenenza...



Se si riduce lo spirito sportivo a così poco...
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